Torri Medievali

Piazza Leonardo da Vinci
27100 Pavia PV
Itinerario: 
Romanico
Leggende
Tipologia: 
Luogo di interesse storico-artistico
Orari di visita: 
Sempre visibile

Pavia è nota come “la città delle cento torri”. Molte sono visibili nella veduta di Pavia affrescata nella chiesa di San Teodoro. Oggi ne restano circa sessanta di cui solo sei ancora integre, mentre le altre sono state ribassate e inglobate negli edifici adiacenti. Le torri pavesi sorsero nel XII secolo, all’epoca della civiltà comunale, quando la competizione tra le famiglie più potenti della città era molto accesa. Le due torri dell’Università e quella “del Maino” – inglobata un tempo nel muro di cinta dell’omonimo palazzo – sono a pianta quadrata, di altezza tra i 40 e i 50 metri e hanno mura molto spesse alla base che si restringono progressivamente procedendo in altezza. Nello spessore murario, si sviluppa una scala interna che proseguiva esternamente, costruita n legno, nella parte più alta dell’edificio . La funzione delle torri era di pura rappresentanza. Sorgevano solitamente sull’angolo del palazzo di famiglia con il quale erano raccordate da aperture poste generalmente all’altezza del primo piano. In caso di sconfitta politica subita dalla famiglia, la torre poteva essere mozzata o abbattuta.

 

Per approfondire

Torri Medievali

 

Leggenda: 

 

L'ORIGINE DELLE CENTO TORRI DI PAVIA

Si racconta che un tempo esistesse una donna, una strega, che abitava in una baracca sulla riva del Ticino, nascosta dagli alberi che in quel tempo infestavano le sponde del fiume.

La donna usciva solo di notte per andare alla ricerca di erbe e radici con le quali confezionava gli infusi di felicità.

Vecchia e brutta, zoppa e strabica, la sua vista produceva un senso di paura, eppure qualcuno andava a cercarla.

Donne o ragazze che si recavano da lei perché insegnasse loro il sistema per mantenersi giovani o di trovare un marito, oppure erano giovani uomini poco intraprendenti che le si rivolgevano perché li aiutasse ad accendere il cuore di qualche ragazza ritrosa.

In questi casi la vecchia strega vendeva i propri infusi.

Ogni tanto, però, arrivava anche qualche pavese di alto rango, di quelli chiamati dal popolo "i sciur dlà cità", i quali chiedevano consigli per diventare potenti, sempre più potenti per dominare la città.

La megera li riceveva tutti, li ascoltava e tutti venivano da lei imbrogliati, ma felici ritornavano alle loro dimore: ognuno di questi credeva di essere stato il solo ad essere stato ricevuto dalla strega.

La domanda che uno si pone a questo punto è sempre: cosa diceva la strega a questi signori della città? La risposta era sempre la stessa: "chi vicino o incorporata nella propria casa avesse costruito la torre più alta avrebbe preso il dominio di Pavia e su tutti i pavesi". Ecco che Pavia si riempì di torri e da allora prende il nome di "città dalle cento torri".

 

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