Annabella

Corso Cavour
27100 Pavia PV
Itinerario: 
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Telefono: 
+39.0382.21122
Orari: 
Lun - Ven: 9:00-12:30, 15:00-19:00
Sab: 10:00-19:00
Dom: Chiuso

Annabella nasce nel 1953. Nei primi 4-5 anni era un negozio di abbigliamento femminile, di abiti da sposa, poi Giuliano Ravizza provò a vendere anche qualche pelliccia insieme agli abiti da sposa, finché quello delle pellicce divenne il commercio prevalente.

Ma per raccontare la storia di Annabella bisogna forse partire da più lontano. Negli anni successivi alla prima guerra mondiale Gilio Ravizza, classe 1899, figlio del vetturino Luigi, piccolo sarto di provincia che aveva appreso il mestiere a Milano, prese una grande decisione: aprire una propria sartoria a Pavia, nella sua città, al primo piano di palazzo Garrone Carbonara di fianco all’Università. La scommessa imprenditoriale si dimostrò vincente, Gilio era un sarto da uomo molto talentuoso e il numero dei clienti cominciò ad aumentare di anno in anno, finché nel 1936, arrivato al vertice della sua attività artigianale, Gilio Ravizza aprì la sua prima boutique nel centro storico di Pavia. Un negozio piccolo ma lussuoso che esponeva in vetrina abiti di tessuti esclusivi, capi di “moda pronta” che per l’epoca erano una novità.

Nel 1940 Gilio aprì in città un secondo punto vendita, pensato per un pubblico più vasto rispetto alla boutique Ravizza; si chiamava “Casanova veste tutti”. Nel 1950 fu la volta di un terzo negozio, i “Grandi Magazzini al Duomo” che aveva tutte le caratteristiche del grande complesso per l’abbigliamento uomo, donna e bambino e si trovava in Strada Nuova all’angolo con via del Comune.

Il 1950 fu un anno particolarmente importante anche perché il figlio di Gilio, Giuliano, classe 1926, si laureò in medicina. Per Gilio un altro sogno si realizzava.

Alla metà degli anni Cinquanta l’azienda dei Ravizza dava lavoro già a ottanta dipendenti e la sartoria produceva ogni anno oltre mille abiti su misura. Giuliano prese allora la decisione di abbandonare la carriera medica per affiancare il padre. Nel 1960 Giuliano inaugurò “La Tex” in corso Cavour. Come si legge sui giornali dell’epoca “il più grande magazzino d’Italia per la vendita al pubblico di abiti confezionati. Duemila metri quadrati di spazio destinati alla presentazione di capi d’abbigliamento destinati a uomini, donne e bambini, oltre a un reparto ecclesiastico”.

Gilio Ravizza morì nel 1965. Nel corso degli anni Sessanta Giuliano prese la non facile decisione di vendere tutti i negozi per dedicarsi esclusivamente ad Annabella, l’ultima nata tra le boutique di famiglia, che avrebbe da allora in poi venduto solo pellicce “prêt- à-porter”. Un’altra grande scommessa perché fino ad allora nessun pellicciaio confezionava una pelliccia se prima non l’aveva già venduta alla cliente. Le clienti andavano nei laboratori, sceglievano le pelli, le firmavano e dopo alcuni mesi tornavano a ritirare il capo fatto su misura. Annabella cominciò invece ad offrire la possibilità di vedere pellicce già fatte, provare il piacere di indossarle e di acquistarle subito.

Riccardo Ravizza racconta il motivo del nome della pellicceria: “Mio papà era innamorato del giornale femminile Annabella ed era molto amico di Rusconi, l’editore, a cui chiese se poteva utilizzare lo stesso nome del giornale. Credo che il nome abbia contribuito al successo della pellicceria”.

Il negozio si ampliò fino a raggiungere gli attuali 2000 metri quadrati, mentre Giuliano, precursore in tutto, capì bene l’importanza della pubblicità e delle promozioni e vi si dedicò personalmente con profonda sensibilità. Le pellicce Annabella in breve furono presenti a tutti i principali eventi mondani e nessun canale pubblicitario venne trascurato finché negli anni Ottanta arrivò l’epoca dei testimonial famosi: Alain Delon, Sophia Loren, Mike Bongiorno.

Giuliano Ravizza è scomparso nel 1992, ma la sua eredità è stata raccolta con capacità e passione dai figli, Simonetta, Ruggero e Riccardo.

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